I migliori oggetti della Maker Faire

Articolo su Wired

(…) Oppure, allargando il senso di indossabile, c’è la Responsive Surface di Cecilia Lalatta Costerbosa, giovane Interior Designer. Come da traduzione, si tratta di una superficie responsiva, che quindi risponde a diversi tipi di input, a seconda del sensore di riferimento, sia esso quello della luce, del suono, o della vibrazione.

I moduli infatti si modellano in base allo stimolo esterno. Pensando di ricoprire una parete per esempio, potrebbero allargarsi o restringersi in base alla luce che avvertono: “È un prototipo che può essere utilizzato in maniera comoda per eventi temporanei”, spiega la Visual & Multimedia Designer. “Pensa a un evento come questo” – dice indicando il gazebo dove ha esposto la sua invenzione. “Quella luce è accesa da stamattina, e si muore di caldo. Questi moduli avrebbero potuto reagire in base alla luce e al calore, facendo contenere i costi e rendendo l’ambiente più abitabile”.

I criteri a cui risponde la Responsive Surface sono quelli di assembleblabilità, scalabilità e riproducibilità. Per fornire un’idea, l’ideatrice ha fornito un’immagine che ne simulava l’utilizzo alla stazione Tiburtina di Roma. (…)

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